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AGA PÔ!

(Buon giorno! in dogon)
21 novembre 2008 venerdì

Alle 6.30 lasciamo l’Hotel, con la nostra guida Ibrahim, dopo aver visto il sorgere del sole dalla terrazza, incamerato energie con una deliziosa colazione e fatto qualche piccolo acquisto.
Visitiamo i vicoli interni di Sanga e poi i tetti dove sono stesi a essiccare miglio e peperoncino. Nella zona chiamata Ogol Da diamo uno sguardo alla “grande casa” di famiglia (o casa del ginna bana), alla porta scolpita, all’altare sacrificale, al togu na e iniziamo, sempre a piedi, la discesa dell’altipiano attraverso un irto crepaccio scavato nella roccia che ricorda un tunnel.
Incrociamo alcuni turisti francesi, che stanno facendo il percorso inverso, accompagnati da una scorta di portatrici che recano sulla testa, con estrema naturalezza, i loro pesanti e voluminosi bagagli.
Il paesaggio dinnanzi è bellissimo.
Proseguiamo in silenzio: solo il sibilo del vento tra splendidi scorci panoramici rocciosi che degradano nell’ immensa distesa della savana che sconfina nelle dune sabbiose.
Alla fine della scarpata rocciosa, a Banani, ci attende Hamoje con l’auto per condurci ai piedi dei tre villaggi YOUGA dove inizierò con Ibrahim l’ascesa verso il villaggio di Youga-Piri.
Osservo da vicino la grande tartaruga vivente e le suggestive abitazioni Tellem e proseguiamo verso l’altopiano arrampicandoci su grandi massi di roccia nera.
L’estensione della piana vista dall’alto è straordinaria. Ibrahim mi indica i confini del Mali, la savana, il deserto, le piste, alcuni accampamenti e villaggi.
Sono circa le 13 e il sole è inclemente nonostante il cappello e l’acqua che continuiamo a sorseggiare. Soffia l’harmattan intervallato dal canto di uccelli e dal volo delle rondini in un paesaggio irreale simile a un deserto di roccia nera.
Sulla piana incrociamo alcuni escursionisti che, con la loro guida, procedono in senso contrario.
La discesa per Youga-Dogourou è a tratti impegnativa. Si procede anche a carponi, con salti tra le gole, e utilizziamo, in un punto molto ripido, una scala dogon: un tronco di legno scivoloso per l’usura con intagli laterali che fungono da gradini. Alla base della scala è stato improvvisato un ponte di rami per evitare, in caso di caduta, di finire nella profonda gola del crepaccio.
Riuscirà davvero a trattenermi nel caso scivolassi?!?
Poco prima di giungere al villaggio oltrepassiamo un piccolo barrage costruito da europei. E’ un piccolo bacino tra le gole del crepaccio contenente acqua piovana che viene distribuita al villaggio tramite un tubo di gomma a cui sono collegati due rubinetti.
Da un minuscolo terrazzo panoramico, dove sostiamo per riposarci, esulto per la visione ravvicinata delle affascinanti e irreali costruzioni Tellem e del magico luogo di sepoltura per gli hogon (capi spirituali) che mi ricompensano per la tensione patita nei tratti più difficoltosi!
Ibrahim mi conduce per i vicoli tortuosi del villaggio distribuendo noci di cola - che producono un lieve effetto allucinogeno - agli anziani quale ringraziamento per il permesso accordatomi a fotografare le donne, le abitazioni, il togu na e la piazza delle cerimonie (taï) dove si erge un grande baobab dal tronco scorticato.
Proseguiamo la discesa verso la pianura attraversando un campo di miglio, soffermandoci a vedere una pompa per l’acqua che rifornisce Youga-Na. Nel villaggio ci attendono, a oziare sotto un’ombrosa tettoia di un campement, Piero e Hamoje.
Visitiamo Ireli con una guida locale dopo aver accompagnato Ibrahim a Banani.
Vediamo i primi togu na realizzati con simbologie a rilievo policrome utilizzando banco e colori naturali.
Abbiamo anche la possibilità di osservare due corde pendenti che fuoriescono dalle antiche abitazioni Tellem a metà della faglia rocciosa che sovrasta il villaggio di Ireli: purtroppo, qualche ora prima, sono stati celebrati i funerali di un vecchio e di un bambino.
Secondo la descrizione della nostra guida, i due corpi, avvolti in tessuti bianchi, sono stati issati per i piedi, posizionati orizzontalmente e ricoperti con ossa, all’interno delle antiche abitazioni Tellem che fungono tuttora da cimiteri: il luogo di sepoltura è differente per gli uomini, per le donne e per i bambini.
Dopo esserci nuovamente insabbiati e aver attraversato le splendide dune al calar del sole, incontriamo donne, bambini e uomini peul che si dirigono verso i loro accampamenti nella savana.
Giungiamo, ormai col buio, a Dourou sulla cima della scarpata.
Pernottiamo nella nostra tenda, montata sotto una tettoia nel cortile dell’ Hôtel Resto Toguna chez Alpha, dopo una doccia in una fatiscente e pittoresca costruzione all’esterno dell’hôtel e una romantica cena a base di couscous di miglio e vegetali, sotto un meraviglioso cielo stellato.

Sanga, tetti
... casa del "ginna bana"
... porta scolpita
... togu na
... discesa verso Banani
... panorama roccioso
Youga-Piri
Youga-Piri, abitazioni Tellem
... abitazioni
discesa per Youga-Dogourou
... togu na
... abitazioni Tellem
Ireli, primo togu na
... secondo togu na
... accanto al togu na
... osservate la corda pendente sulla sinistra
insabbiamento
dune al calar del sole
Dourou, toilette dell' Hotel Toguna
... toilette, spogliatoio, doccia
... doccia
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