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UN DONO PER LA VITA

17 novembre 2008 lunedì
Notte trascorsa tra cicalecci e ragliar di asini e aurora tra cinguettar di uccelli e cantar di galli.
Colazione con baguettes calde, tè e marmellata di frutta locale.
Con Carlo e Fulvio individuazione sulle carte topografiche dei villaggi da visionare seguendo l’elenco redatto dall’Istituto Idrogeologico Governativo.
Partenza alle ore 9.30 per l’attesa di Hamoje e lo scambio di convenevoli con Hamadoun, referente africano che segue i lavori dei pozzi per Alì2000 e fa da interprete con gli abitanti dei villaggi che parlano esclusivamente dialetti locali e non la lingua ufficiale francese.
Una sosta a Bandiagara per l’acquisto di acqua in bottiglia, pane e banane come nutrimento giornaliero e partenza per visionare il pozzo da noi finanziato e costruito da Alì2000 nel villaggio di DARI PEUL (etnia Peul - abitanti 250 circa - Punto GPS longitudine W 3° 36’ 00”/ latitudine 14° 29’ 43” N) nel comune di DOUCOMBO.
L’arrivo avviene dopo circa un’ ora e trenta di tragitto in auto su strade sterrate e impervie.
Lontano dal caos e dalle strade affollate ci ritroviamo avvolti dalle tonalità rosse della sabbia sollevata dall’harmattan, vento che soffia tra novembre e marzo da NE-O, rendendo uomini e animali facilmente irritabili.
E’ un alternarsi di piante e arbusti verdi, animali al pascolo che si abbeverano nei fiumi e nei bacini naturali, donne intente a macinare il miglio, uomini impegnati in lavori campestri o occupati a trasportare acqua e generi alimentari su carretti trainati da asini e bambini gioiosi pronti al saluto.
Un’immagine differente dal precedente viaggio: le piogge abbondanti e prolungate, oltre alla raccolta eccezionale del miglio, conferiscono ora a questa terra, bruciata dall’arsura e dalla carenza di acqua nei periodi secchi, un aspetto rassicurante, dolce, tranquillo.
Anche il letto del fiume che costeggia DARI PEUL conserva ancora limitate riserve d’acqua della stagione delle piogge.
Rivedo col pensiero quel bambino, scelto da noi come emblema di Edodé, intento a scavare nel letto sabbioso del fiume, che fungeva anche da abbeveratoio per gli animali, per recuperare quel poco di acqua così necessaria per la sopravvivenza.
DARI PEUL è un perfetto connubio tra uomini e animali: le capanne, di forma circolare con struttura di rami rivestiti da frasche, sono disseminate lungo il villaggio e gli animali, mucche, tori, pecore, capre e dromedari, condividono senza vincoli di recinti o muretti gli stessi spazi esterni.
I granai, costruzioni a pianta quadrata o rettangolare rivestiti di fango che racchiudono le riserve di miglio per tutto l’anno, sollevati da terra per evitare attacchi di animali, sono disposti in fila su un lato del villaggio.
Le donne, solitamente con i bimbi più piccoli addossati alla schiena e trattenuti da un tessuto che li contiene, sono intente a ridurre i grani di miglio in farina nei grandi mortai in legno, a lavare panni e stoviglie, a cucinare, a trasportare fascine o calebasses (grosse zucche svuotate utilizzate come recipienti) sul capo.
Alte e longilinee, avanzano flessuose e sorridenti, avvolte in sgargianti tessuti, adornate con numerose collane, bracciali e orecchini. Hanno capelli raccolti in piccole treccine e, sul viso, fin dalla tenera età, scarificazioni (segni tribali) e l’ampio contorno labiale dipinto di nero.
Ci avviciniamo al nuovo pozzo di DARI PEUL, che si trova all’inizio del villaggio, tra i bambini gioiosi che ci accompagnano tenendoci per mano e gli adulti incuriositi.
La bocca del pozzo ha un diametro di cm. 180 ed è coperta da due ante in ferro per evitare l'entrata di sabbia o altro materiale. Sopra vi è un telaio, sempre in ferro, con le carrucole per il sollevamento dei secchi pieni d'acqua. A un'estremità del pozzo una vasca rettangolare permette di raccogliere l'acqua dispersa.
L'acqua è davvero un bene prezioso da proteggere: lo testimoniano i due lucchetti che gli abitanti del villaggio hanno messo sulla chiusura delle due ante!
Hamadoun saluta, spiega chi siamo e chiede del capo villaggio che giunge accompagnato da altre persone. E’ alto e magro, la barba bianca, un copricapo di tessuto bianco e rosso e un lungo abito blu.
Scambio reciproco di saluti e ringraziamenti in dialetto locale tradotti in francese da Hamadoun.
Fissiamo al pozzo la targhetta (Année 2008 Commune de Doucoumbo Village de Dari Peul puits entièrement financé par Edodé onlus Domaso (CO) Italie et costruit par Alì2000 onlus), misuriamo la profondità dell’acqua e le parti in muratura mentre le donne attingono l’acqua dal pozzo e si fanno fotografare sorridendoci.
Hamadoun ricorda al capo villaggio, come già concordato in fase di progetto, di mantenere in perfetta efficienza il pozzo ricorrendo sia alla manutenzione annuale con la rimozione di oggetti e sabbia che si depositano sul fondo sia alla pulitura della scanalatura per lo scorrimento dell’acqua eccedente verso la vasca esterna.
I peuls, popolazioni nomadi dedite alla pastorizia, hanno trovato in questo villaggio una stabile dimora e, grazie alla realizzazione del nuovo pozzo, un’autonomia idrica senza dover percorrere giornalmente chilometri per l’approvvigionamento e, come sottolineato nel discorso di ringraziamento del capo villaggio, dopo la costruzione del pozzo non si sono più verificati casi di morte o gravi malattie contratte dall’acqua malsana.
Ci lasciamo con la promessa di ritornare ogni anno per visionare l’efficienza del pozzo e ci incamminiamo verso il guado che ci separa dall’auto.
Vengo raggiunta da una giovane donna che, sorridendo, mi dona in segno di ringraziamento una minuscola calebasse col manico. Felice e commossa per il piccolo pensiero, scivolo sui massi e m’immergo nelle acque limacciose del guado tra lo sguardo incredulo e preoccupato di mio marito e l’ilarità dei bambini che mi stavano scortando!
La giornata prosegue con un’improduttiva visita al primo cittadino del Comune di Kéndié, a nord di Dari Peul, assente per un ritrovo tra sindaci, e a una sosta al mercato di Bandiagara dove acquistiamo cappelli di paglia, saponi, porta calebasses, beignets de mil e brochettes (spiedini di carne grigliati sul fuoco) per Tommy.
La nostra giornata di trasferimento termina all’imbrunire, verso le 18, all’Hôtel Toguna perchè è sconsigliabile viaggiare al buio e si conclude con doccia e cena a base di riso lessato e vegetali in salsa di arachidi, brochettes, patate fritte e banane.
Chiacchiere, una spruzzata di acquavite e, verso le 21, ci rintaniamo nelle rispettive zanzariere per risvegliarci l’indomani mattina al sorgere del nuovo giorno (ore 6 circa).
individuazione villaggi
baguettes nel forno
carretto con bambini
Dari Peul, letto del fiume ...
...donna con calebasse
... capanne del villaggio
... capanne e animali
... capanne e animali
... struttura della capanna
... granai
... scarificazioni sul viso
... contorno labiale
... acconciatura peul
... con il capo villaggio
... pozzo!
... vasca di raccolta
... donne al pozzo
... acqua potabile
... saluto dei bambini
... lasciamo il villaggio
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